“Necessari più poteri al Premier, modernizzeremo la Costituzione’’. I seimila delegati approvano lo statuto e acclamano Berlusconi presidente
del
Popolo della Libertà: “Cercherò di non deludervi mai’’. E attacca: “Questa sinistra è arretrata e fa opposizione al Paese”. Il Presidente della Camera Gianfranco Fini: “Bisogna riformare il Parlamento”
ROMA, (Adnkronos/Ign) Silvio Berlusconi è stato eletto all’unanimità leader
del
PdL ed ha ‘benedetto’ la nascita
del
cosiddetto ‘triumvirato’ con la nomina di Ignazio La Russa, Denis Verdini e Sandro Bondi a coordinatori
del
nuovo soggetto politico. La 3-giorni congressuale alla Fiera di Roma, da venerdì 27 a domenica 29, è stata aperta e chiusa dal Presidente del Consiglio, protagonista incontrastato dell’assise che ha celebrato la nascita ufficiale
del
partito unico di centrodestra.
IL SALUTO DEI GIOVANI - Il sipario si alza all’insegna della linea verde: un’emozionata Annagrazia
Calabria
, la 26enne deputata scelta da Silvio Berlusconi per aprire i lavori congressuali
del
PdL, prende la parola sul palco allestito nel Padiglione 8 della Nuova Fiera di Roma, per celebrare l’atteso matrimonio tra Alleanza Nazionale e Forza Italia.
IL SINDACO DI ROMA - È poi la volta
del
saluto portato dal Sindaco di Roma, Gianni Alemanno: “Grazie a Berlusconi, che ha fatto tanto per Roma e ha aiutato la capitale più di chiunque altro. Riuscendo a fare quello che 15 anni di potere della sinistra non sono riusciti a fare”.
IL SALUTO DEL PREMIER “Il PdL è il partito degli italiani”: questo l’esordio
del
Premier Silvio Berlusconi nel suo discorso di apertura al congresso
del
PdL, che si richiama all’insegnamento di riferimenti
del
popolarismo come don Luigi Sturzo e Alcide De Gasperi.
IL DISCORSO DI FINI Sabato è stato il giorno di Gianfranco Fini. Con il PdL “nasce un grande soggetto politico di popolo”, ha detto il Presidente della Camera, sommerso da applausi. Fini ha ringrazia Silvio Berlusconi per aver riconosciuto che “il PdL non è una Forza Italia allargata, nè solo un cartello elettorale”. Il Presidente della Camera ha spiegato “con un unico partito come il PdL alleato alla Lega e all’Mpa di Lombardo ci sarà un esecutivo più stabile: l’unità sostanziale di intenti darà stabilità all’esecutivo”. Nel suo intervento, è tornato a parlare di riforme chiedendo di ‘’rilanciare una grande stagione costituente’’. Affrontando poi il tema dell’immigrazione, Fini ha insistito sulla necessità di abituarsi a pensare a un’Italia in cui saranno “sempre di più gli italiani di colore o con i tratti orientali o che non credono alla nostra religione. Non dobbiamo guardare a questa prospettiva con paura invitando a riflettere sull’opportunita di prevedere nuovi percorsi per la cittadinanza”. L’ABBRACCIO CON
BERLUSCONI Al termine dell’intervento, Berlusconi, che ha ascoltato in prima fila il discorso, è salito sul palco per salutare ed abbracciare Fini. Il Cavaliere prendendo la parola ha sottolineato: “Ecco questo è per spazzare via tutte le malignità che dicono che io e Gianfranco non ci vogliamo bene e non condividiamo gli stessi ideali e valori”.
SCHIFANI - Subito dopo è stata la volta
del
Presidente del Senato Renato Schifani, che ha ringraziato Berlusconi e Fini per aver scritto una “pagina strategica” del Paese e il Premier per avergli affidato un ruolo di garanzia. Tra i Ministri che si sono alternati sul palco, il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, il Ministro dell’Istruzione
Mariastella Gelmini
,
il
Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, il Ministro della Giustizia Angelino Alfano ed il sottosegretario al Turismo Michela Vittoria Brambilla.
LE PROMESSE DEL PREMIER - Domenica scorsa, poi, lo ‘show’ di Berlusconi, giunto alla Fiera di Roma nel momento esatto in cui veniva proclamata la sua elezione. Ad accoglierlo una standing ovation e cori da stadio. “Cercherò di non deludervi mai”, ha assicurato il Cavaliere. Poi dal palco subito un affondo all’opposizione: “Questa sinistra è arretrata e faziosa. Ha ragione Tremonti: questa sinistra fa opposizione al Paese”.
E il
riferimento a una vecchia promessa ancora attuale: “Dobbiamo costruire insieme per noi e per i nostri figli un nuovo miracolo italiano”. L’ECONOMIA - “La nostra missione di governo è quella di portare l’Italia fuori da questa grave crisi’’ quella causata dal ‘virus’ proveniente dagli Stati Uniti. Una crisi che comunque “non ci impedirà di portare avanti quello che avevamo intenzione di fare per i giovani, per la scuola, per l’università, per le donne e per l’ambiente’’. L’ISTRUZIONE - Proprio in merito all’università ha annunciato che ci saranno 135mila borse di studio per studenti meritevoli nell’ambito di un nuovo sistema universitario che dice basta alla moltiplicazione dei corsi e delle sedi distaccate. PIANO CASA - “Una parte importante continua il Premier - sarà dedicata proprio alle giovani coppie per cui la ricerca di un’abitazione non dovrà rappresentare più un freno all’uscita dal guscio rappresentato dalla famiglia”. LA COSTITUZIONE - Prendendo poi spunto dalle parole di Gianfranco Fini sulla necessità di riformare la Carta, il Presidente del PdL ha sottolineato che “la Costituzione va rivitalizzata e arricchita’’, ribadendo la sua convinzione che i poteri
del
Premier vanno rafforzati. LE ELEZIONI EUROPEE - Immancabile, inoltre, il riferimento alle prossime elezioni europee, alla luce dell’ultimo sondaggio relativo alla fine della prima giornata
del
congresso secondo il quale il PdL ha superato il consenso
del
44% degli italiani. “Ma un grande partito non si accontenta e si candida a ottenere il 51% dei consensi - dice il leader
del
PdL - Puntiamo a diventare il primo gruppo nel Partito popolare europeo’’.
E conferma che sarà capolista alle prossime europee.
Dopo un’ora di discorso il Cavaliere, che ha voluto accanto a sé sul palco tutti i suoi colonnelli, si è congedato tra gli applausi della platea con una promessa: “Sapremo uscire da questa crisi e ne usciremo bene senza lasciare indietro nessuno”. Non solo: “Cambieremo l’Italia, difenderemo la nostra democrazia e la nostra libertà”. La platea va in visibilio e tutti i delegati si congedano intonando in
coro
l’inno di Mameli.